Autostima e sicurezza in sè stessi dalla connessione con il Sè superiore

autostima

Quando possiamo dire che una persona abbia una buona autostima? Una personalità fiducia in sé stessa? Già definire un essere umano con una sola personalità è riduttivo: pensando che viviamo molte incarnazioni come umani, innumerevoli altre chissà in quali mondi prima e dopo, per poi (anche se in realtà dovremmo dire: nel frattempo!) proseguire il viaggio dell’anima in dimensioni elevate e molto diverse dal mondo fisico, bhe allora pensare di definire una personalità sicura o insicura, toglie alcune variabili alla nostra bella (e in realtà poco utile) equazione psicologica. Ma spesso l’essere umano tende a fare questo: ridurre tutto a qualcosa di misurabile e definibile. Perchè questo da una parvenza di sicurezza e di immutabilità del mondo fisico in cui vive. Come se definire qualcosa la rendesse definitiva e immutabile, allontanando illusoriamente il fantasma più temuto, il grande cambiamento della forma fisica: la morte.

Anche quando si parla della sua dimensione psichica, della sua dimensione della personalità si tende a semplificare: è una, per quanto complessa è limitata, ed è sicura di sé o insicura, ha fiducia in se stessa o ha scarsissima autostima. E la cosa spesso più contro producente, è che una definizione del genere la si cerca all’esterno, fuori di noi: dagli amici, dai parenti, dall’eventuale “guru” di turno. Credo che la cattiva notizia per gli amanti delle definizioni psicologiche limitanti, sia la seguente: non c’è alcun maestro spirituale o intellettuale, nessun guru, nessun maestro asceso che possa definire una cosa del genere! Non esiste un decreto che sancisce: quest’uomo è sicuro di sé. Non una voce che scandirà a gran voce: lei si che ha fiducia in sé stessa! Non una circolare del preside dell’istituto tecnico dell’autostima che stabilirà: il ragazzo crede in sé stesso e nelle sue capacità.

Se siamo esseri divini, se siamo angeli travestiti da umani, se abbiamo un’anima immortale e infinita nel passato e nel futuro, come possiamo cercare di stabilire chi è bravo, chi è sicuro, chi ha fiducia in sé? Tanto per cominciare, siamo in continuo mutamento, per cui scordiamoci che la nostra grande sicurezza in sé stessi sia permanente. Impariamo un lavoro, diventiamo bravi in quello che facciamo, appariamo sicuri di noi stessi, ad esempio. E quando andremo in pensione? Spesso rischiamo di basare completamente le nostre sicurezze su qualcosa che non ha permanenza. Cioè praticamente tutto! Se tutto è cambiamento nell’universo, ostentando sicurezza di sé per un successo, per un talento, per una conoscenza intellettuale, ci si sta costruendo basi poco solide credo.

Non significa che tutte le cose valide che facciamo, talenti, successi, non possano contribuire a darci anche una grande fiducia in noi stessi. L’essere umano, oltre ad un essere animico, è fatto di emozioni e di una psiche che sicuramente va nutrita e coccolata con i propri successi. Però se cerchiamo un traguardo finale, qualcosa che ci porti a dire: ora ho piena fiducia in me, ora sono realizzato, ora si che sono sicuro di me, bhe… temo resteremo delusi.

Francamente credo che la maggiore sicurezza sia la consapevolezza che nulla è immutabile. Ma che in quanto anime parte di un grande cambiamento continuo chiamato multiverso, la nostra natura è proprio passare da “una sicurezza all’altra”, con equilibrio. Ora siamo in un corpo, con una forma. Un domani nel nostro viaggio dell’anima esploreremo mondi dove la forma e la definizione stessa di sicurezza non ha alcun senso. Mondi che a loro volta possono evolversi e mutare. La sicurezza profonda, quella che non alimenta l’Ego ma bensì nutre l’anima, risiede a mio avviso nella consapevolezza di essere connessi con il proprio sé più profondo, altrimenti detto Sè superiore, o Anima; l’autostima quella silenziosa, quella non ostentata che spesso è scambiata per debolezza, risiede nel percepire come siamo in un meraviglioso viaggio per imparare e per evolverci. Ma allora per far ciò serve credere in tutto ciò, nella metafisica, nell’immortalità dell’anima? Si e no, a mio avviso. Perchè se in una specifica dottrina, insegnamento univoco, dogma religioso, ci chiudiamo, lo diamo come definitivo e risolutivo, SICURO, bhe allora stiamo nuovamente basando la sicurezza in sé stessi su qualcosa di immutabile. Spesso vediamo poi persone che seppur non avendo una chiara opinione riguardo l’anima, la spiritualità, hanno quell’autentica fiducia in sé stessi, che è autentica in realtà non in virtù di qualcosa di preciso e misurabile: lo sono e basta. Profondamente in realtà sono connessi con sé stessi, sono autentici, connessi con la propria scintilla divina interiore, e la loro autostima proviene da li.

E’ un periodo di grandi cambiamenti, a quanto dicono, intorno a noi, nelle dimensioni del pianeta e nelle frequenze degli esseri umani. Sta cambiando, pare, proprio quello che per millenni era considerato sicuro, immutabile, sacro, certo ed eterno: il funzionamento dell’energia. Sta cambiando il paradigma in cui ci troviamo, dal punto di vista spirituale, energetico. O meglio. Stiamo scoprendo che in realtà è sempre stato mutevole. Molti che si basavano su insegnamenti spirituali dati per certi, chi aveva fiducia in sé per via di un dogma, ora sta iniziando ad essere “insicuro”.

Ed essendo tutto un viaggio alla scoperta di sé, va bene così. Secondo me ci saranno sempre dei passaggi importanti, delle sfide, delle lezioni da imparare: e nell’affrontarle perderemo un po’ di fiducia in noi stessi, per poi ritrovarla nel profondo insegnamento che ogni sfida ci porta, in quell’equilibrio nel cambiamento che è il viaggio dell’anima.

PIC BY SCOTT ROGERS / CATERS NEWS - (PICTURED: ANDY LEWIS HIGHLINING) - This fearless daredevil must have his head in the clouds - as he bravely edges across a highline a whopping 3000ft above the ground. Sky high Andy Lewis carefully moves forward inch by inch across the thin wire with the breathtaking backdrop of fluffy clouds and a magnificent glowing skyline behind him as the sun sets. In a different snap Andy, who has been slacklining and BASE jumping for the past 10 years, crosses another line WITHOUT a harness - and only water and rocks below him if he falls. The incredible images were taken this year on a trip to Brazil with friends who call themselves the Moab Monkeys - after the famous Utah desert, home to the some of the worlds top slackliners. SEE CATERS COPY

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