Trascendere la paura

Vivere la propria vita da umani-divini, fosse facile. Sembra che per vivere pienamente nell’Amore sia necessario in qualche maniera trascendere la paura. Secondo alcuni, al polo opposto dell’Amore c’è proprio la paura, non tanto l’odio, bensì proprio la vibrazione di paura. Da cosa scaturisce a livello sub-conscio ogni paura che abbiamo? Forse profondamente dalla paura della morte? Allora chi crede, chi ha fede, chi segue un cammino spirituale, forse non avrà più paura poiché crede che dopo la morte ci sia un altro mondo? Non mi pare.

La paura fa parte del gioco, ci sarà sempre anche per chi è in un cammino consapevole. Forse a livello profondo, anche una volta trascesa la paura della NON-esistenza, che accompagna la paura della morte, resta comunque la paura della sofferenza, in questa vita o nelle successive dimensioni. Per quanto possiamo rassicurarci e avere fede che tutto il nostro percorso, in vita e oltre, sia appropriato e nella vibrazione di fondo dell’Amore, la paura di bloccarsi in qualche punto, la paura di soffrire, la paura dell’oblio, quelle credo rimangano sempre: del resto anche l’oblio è una via per l’evoluzione e può portare all’espansione a alla “beatitudine”, se non in questa vita almeno nelle successive o in altre dimensioni non fisiche dell’esistenza. Ma a nessun essere dotato di “mente” piace l’oblio, seppur conscio che non esista sofferenza o permanenza “eterna” nell’oblio stesso. Non è una possibilità, quindi comunque possiamo rassicurarci un po’, tutto è evoluzione verso il nostro massimo bene. Ok, ma sinceramente l’idea di un cammino interiore e animico nei regni dell’oblio e delle energie più pesanti, per quanto temporaneo possa essere, non può che portare, in chiunque, una certa inquietudine: una certa paura. E siccome è una possibilità prevista, poichè ogni anima ha il libero arbitrio circa il proprio percorso di evoluzione, mi sembra inevitabile che anche il più devoto e fiducioso umano-divino, mantenga comunque una certa percentuale di paura nella propria esistenza, fosse anche solo per via di quella remota possibilità di tratto di cammino in meandri un po’ “oscuri” della coscienza.

Non era certo mia intenzione spaventare nessuno, solo portare l’attenzione sul fatto che il percorso che ci porta a trascendere la paura, è in modo imprescindibile legato alla paura stessa. Cioè ci sarà comunque una paura di fondo, è inevitabile, in qualsiasi stadio di evoluzione di un essere umano, per quanto divino. Sulle altre dimensioni non saprei, però sul pianeta Terra quella componente profonda, almeno in piccola parte resta. Come dicevo all’inizio, fa parte del gioco. Sennò sarebbe pure troppo semplice.

Che lezioni di fede, abbandono al flusso degli eventi, fiducia nel nostro potere creativo, potremmo avere, se potessimo fare il “salto” senza alcuna paura? Che lezione e apprendimento di Amore? A mio avviso non sarebbe una lezione. Da poco ho letto una delle parabole di Kryon, a proposito di due contadini della “nuova energia”, cui lo spirito richiede un piccolo atto di fede necessario per avere accesso ai nuovi poteri disponibili per l’umanità. L’atto di fede, nella simbologia della storia, per loro era rinunciare alla sicurezza del proprio raccolto. Uno dei due lo fa, e ne viene ripagato: si affida al messaggio dello spirito, al suo sentire, e fa il salto, ma non lo fa senza paura.

Come potremmo lasciar andare i nostri vecchi attaccamenti, la nostra vecchia vita, mollare ciò che ancora ci tiene ingarbugliati nelle energie più dense, senza aver paura che “la cosa non funzioni”? Nell’affidarci al fatto che siamo i creatori consapevoli della nostra realtà, che esiste la legge dell’attrazione, che il nostro puro intento manifesta gli eventi e le coincidenze per il nostro massimo bene, che siamo tutti in una nuova energia che catalizza la manifestazione della nostra essenza di “umani-divini”, il percorso è disseminato di sfide sempre maggiori: man mano che vediamo che funziona, man mano che osservando la nostra vita vediamo che “avevano ragione”, che abbiamo davvero noi “quel potere”, a quel punto il livello di sfida aumenta. E possiamo essere certi di cosa troveremo nella sfida più avanzata? Funzionerà ancora, anche là dove le coincidenze ci sembrano quasi un miracolo? Ancora una volta staremo nell’invisibile flusso degli eventi direzionato dalla nostra anima, e arriveremo a destinazione? E’ oltremodo lecito porsi queste domande, e credo che ogni stadio dell’evoluzione spirituale umana presenti differenti livelli di sfida, e dunque sempre una componente di paura.

Il problema non è la paura in sé, ma bensì quando permettiamo che sia lei a dare origine alle nostre scelte.

Il nostro potere interiore va a braccetto con la nostra capacità di fare scelte non basate sulla paura, bensì sull’Amore, in primis per noi stessi e per la nostra autenticità. Oh certo possiamo pure farcela sotto, possiamo pensare e martellarci con pensieri disfattisti e sottovoce la notte dire: “mmm, vedrai che stavolta non funziona, vedrai che stavolta lo spettacolo non andrà in scena, il meccanismo divino si incepperà…”

Il meccanismo funziona al momento giusto, ne prima, ne dopo. Il flusso della nostra energia e degli eventi scorre e attraversa le rapide e si lancia a capofitto nella cascata, ma non si ferma. Se tentiamo di aggrapparci alle rocce quando intravediamo una cascata travolgente, se agiamo per contrastare quel flusso basandoci sulla paura che sotto la cascata l’acqua finisca e ci sia solo la roccia, facciamo solo il gioco della paura e delle energie più dense.

E a quel punto blocchiamo il flusso. Ma se la nostra azione ed il nostro atteggiamento non sono condizionati (bensì solo un pò conditi) dalla paura, bhe allora l’acqua fluisce lungo la cascata e oltre, alle sue pendici il letto del fiume prosegue, e l’universo ci sostiene. E’ l’apprendimento che stiamo facendo, e comprende la danza cosmica con la paura. Ma siamo noi a condurre il ballo, e finchè andiamo a tempo con il ritmo dell’anima, finchè avremo fiducia che l’orchestra infinita suonerà e ci accompagnerà nel nostro movimento evolutivo armonioso, la paura resterà un partner che se ne rimane al suo posto, che ci sfida ma non conduce, l’ombra che ci consente di osservare, per contrasto, la luce.

Onoriamo la paura, senza lasciarle prendere il controllo: la sua esistenza dà valore al nostro cammino spirituale ed alla nostra espansione, a mio avviso.

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