Purificazione e prevenzione delle malattie con lo Yoga

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Affrontiamo un tema importante: la purificazione. La scienza dello Yoga ci spiega quanto sia decisamente importante purificare il corpo, ma anche la mente, naturalmente. Con le classi di Yoga ci andiamo a purificare dalle tossine che si accumulano nel corpo, di vario genere: derivanti da una scorretta alimentazione, ad esempio; a questo proposito, possiamo sopperire anche seguendo una alimentazione adatta e basata sugli insegnamenti yogici, questo a prescindere dalla pratica, poiché l’alimentazione è uno strumento di benessere ed evoluzione della nostra energia, al pari delle tecniche.

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Una alimentazione errata è spesso derivante da cattive abitudini, e lo yoga agisce da tecnologia per riprogrammare il cervello da una vecchia abitudine ad una nuova, più sana. Spesso la stessa alimentazione è connessa a problemi emotivi, e a livello più profondo ad una ricerca di piaceri materiali temporanei. Per cui, senza che nessuno pretenda di diventare degli asceti, si può notare che una maggiore moderazione nel mangiare e nel bere, da cui derivano appunto parte delle tossine, è una buona occasione per dare pian piano sempre meno importanza ai bisogni compulsivi materiali dettati dalle nevrosi, renderli un piacere ma non un bisogno ossessivo; un passo interiore che ci porta, di un gradino, verso una comprensione profonda di come il mondo materiale non sia altro che una proiezione di Maya, la grande illusione.

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La malattia deriva sicuramente da un accumulo di tossine, fisiche, psichiche ed energetiche: la malattia ha un origine sempre interiore, ma questo non significa che ad un livello differente sia connessa con la presenza di un particolare tipo di tossina o sostanza chimica presente nell’organismo. La pratica dello yoga, lavora su vari livelli: aiuta a purificare; ma ciò significa che può anche far emergere la “causa” di una possibile malattia: ecco il suo scopo di prevenzione. Ad un altro livello lavora sul corpo; gli effetti possono essere diversi da persona a persona: per uno magari purificare significa sudare molto, per un altro stare un po male per alcuni giorni, una febbre che sia un ulteriore purificazione di cui il sistema aveva necessità. Come sempre lo yoga si propone di essere un catalizzatore di evoluzione e di guarigione; spesso allo stesso tempo va proprio a cambiare la chimica dell’organismo invece.

Riguardo la “prevenzione” delle malattie, esso potrebbe agire a livello invisibile all’interno del corpo, aiutarci a correggere in maniera molto naturale una cattiva abitudine, o innescare un evento che ci porti a scoprire una malattia grave latente nel nostro corpo: prevenzione appunto, dell’insorgere di un peggioramento in questo caso. Potrebbe ad esempio far emergere un dolore in una parte del corpo, che in seguito ad ulteriori esami da parte della medicina occidentale facciano risultare un disturbo o una malattia in atto o in divenire.

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Un esempio classico è il fumatore: perchè non consigliare di fare Yoga ad una persona che voglia smettere di fumare? Purifica il corpo dalle tossine del tabacco; previene l’insorgere del cancro. Non ci interessa come lo fa: può darsi che dopo 40 giorni la persona riesca a smettere di fumare, ed ecco in una maniera indiretta che la pratica ha sortito il suo effetto. Nel frattempo sicuramente stiamo eliminando le tossine e purificando i polmoni; ottimizzando il funzionamento delle cellule e ritardando l’insorgere di eventuali malfunzionamenti nelle cellule, tali da diventare cancerogene. Potrebbe essere che inneschi un processo emotivo e psicologico che porti la persona a comprendere nel giro di un anno la reale motivazione che lo portava a fumare: e risolvendola e lavorandoci, magari con uno specifico lavoro individuale con lo yoga o con altri percorsi interiori, si arriverebbe all’abbandono del fumo. Oppure potrebbe risultare semplicemente talmente pesante per la persona fare yoga, da far emergere un reale disagio fisico e respiratorio dettato dal fumo, e la persona potrebbe smettere di fumare spinta dal malessere, dalla comprensione di “stare troppo male per continuare così”.

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