Mercato inter-dimensionale di informazioni

Ultimamente ho dedicato del tempo a preparare un seminario sul potere dell’intento. In realtà ci sto lavorando da circa un anno, a più riprese, e ora finalmente sento che è pronto. Come al solito, anche svolgere questa attività di studio e preparazione credo sia stata un’opportunità per lavorare su me stesso. A parte certe serate, più o meno nella mezz’ora prima di andare a letto, in cui ogni tanto mi assale un discreto pessimismo e la certezza che un seminario del genere è destinato a fallire ed è totalmente brutto ed inutile (per fortuna dopo una buona nottata di sonno il mio inconscio fa un bel setup dei miei file di sistema e dalla cartella “autostima sotto le scarpe” li riporta, al risveglio, ad un apprezzabile livello di ottimismo e sicurezza in se stessi), ho portato comunque spesso la mia attenzione e il continuo flusso di domande e risposte interiori che fa parte di me, verso la questione del perchè sia utile fare un seminario, come del perchè sia utile anche scrivere un blog su queste tematiche. Insomma, come spesso accade, immergersi profondamente in qualcosa comporta anche una profonda riflessione sulla ragion d’essere, sul senso e sulla bontà di ciò che stiamo facendo.

Riguardo il blog ho tirato un po’ le somme recentemente, e ok. Però ultimamente insieme a questo neonato seminario, sento di aver superato dentro di me una ulteriore soglia al di là della quale alcune nuove domande si sono affacciate, una necessità di consapevolezza che chiede una risposta da dentro, e che se esaustiva aiuta a proseguire, e migliorare, il proprio lavoro.

Sia questo seminario sul potere dell’intento che il precedente che ho fatto sui chakra, sono stati degli incontri in cui la parte teorica, discorsiva, esplicativa, ha avuto un ruolo preponderante.

E in un mondo dove la maggior parte delle proposte di seminari, almeno in questo settore, sono sopratutto di tipo esperienziale, cioè poche spiegazioni e largo alla pratica (che sia reiki, yoga, meditazione, visualizzazione ecc), qualche domanda dovevo farmela. Quando fatti in modo serio e con competenza quei seminari esperienziali sono ottimi, utilissimi e aiutano a lavorare su sé stessi, come un trampolino di lancio per un inevitabile successivo lavoro dentro se stessi da proseguire nella quotidianità. Spero di acquisire anche io in futuro le tecniche per farli, ma non è questo il punto.

Sono una cosa diversa, con utilità diversa. Così come ha utilità diversa scrivere un blog in cui si parla esclusivamente di sé e della propria esperienza personale, o scrivere un blog che si limita solo a commentare teorie di altri (il mio sta un po’ nel mezzo, caso mai qualcuno iniziasse ora a seguirmi, e in tal caso: benvenuti).

La mia attitudine credo sia più quella del divulgatore di contenuti, spiegare concetti anche partendo dalle basi, approfondire la teoria e ragionarci su, finora tutto sommato anche in modo coinvolgente a quanto pare dai feedback. E ok va bene così.

Ma la domanda profonda che sorge a monte di tutto questo ragionamento, è: qual’è il senso di questo? Più in generale, quanto senso ha divulgare delle tematiche sul mondo interiore, sulla spiritualità, fino a parlare di altre dimensioni e di cose del mondo invisibile, o anche solo di dinamiche della psiche? Che senso ha parlarne in teoria, riportarle e spiegarle? Sto forse scimmiottando le intuizioni e le teorie inedite di altri?

Ebbene non credo che la risposta sia scontata. Da dire che intanto, è naturale, devono essere cose che ho fatto mie, che ho provato a riscontrare nella mia vita quotidiana e che ho applicato su me stesso. E’ necessario aver fatto esperienza di quella teoria almeno un minimo, questo è importante.

Lasciamo stare per un attimo le risposte facili derivanti ad esempio dalle religioni, tipo “diffondere un messaggio che salverà gli altri a sua volta salva te stesso, e questa è la strada della redenzione” o di qualcosa di assimilabile ad essa. D’altro canto, al di là di ogni estremismo, è vero che aiutare gli altri a comprendere punti di vista che “energeticamente” li servono, ha una sua grande utilità anche per la persona che “divulga” qualcosa. Uso la parola “divulgare un punto di vista” proprio perchè il mio particolare modo di trasmettere ciò che ho imparato è tramite discorsi, riflessioni, ragionamenti e spiegazioni.

Penso anche a chi svolge delle professioni di aiuto alla persona, diremmo terapeuti in generale. Aiutano le persone a fare un cambiamento. Anche li, aiutano tramite delle tecniche ben precise, tramite una particolare professionalità e conoscenza corredata da una tecnica, grazie alla quale la persona lavora individualmente su di sé. Questo che senso ha? Si aiuta quella persona a fare un cambiamento, la si aiuta a stare meglio. Potrei dire che fare un seminario su argomenti del proprio mondo interiore può stimolare le persone a fare un cambiamento, o a intraprendere un percorso individuale di lavoro su di sé. Così come leggere di queste cose. Magari uno può pure dire che ciò che spiega o ciò che scrive un divulgatore, può toccare talmente le corde giuste delle persone da aiutarle a manifestare un cambiamento quasi immediato (il cambiamento e l’evoluzione in tal caso erano “latenti” direi, così onde evitare di conferire tutto il potere di cambiarci dall’esterno a guru, maestri ascesi o ad alter ego “malintenzionati” di questi ultimi).

Quindi mettiamo pure che, esagerando, un divulgatore riesca a dare una spintarella in seguito alla quale si avrà un autentico cambiamento nella persona. Ovviamente penso anche a libri che ho letto, o conferenze cui ho partecipato, che mi hanno aiutato a cambiare a mia volta, e pure in quel caso penso: quanto senso ha avuto il lavoro di quello scrittore, di quel divulgatore, non tanto per me, ma per lui? Ammettendo anche che sia stato super efficace, e mi abbia aiutato al massimo di quanto dall’esterno si possa fare. Che senso ha? La soddisfazione di aver aiutato qualcuno?

C’è sempre un ulteriore livello di interrogativi sul senso di chi si è e di ciò che si fa, pure se pensiamo che il senso di tutto è riunirsi con Dio, poi però sul piano mentale ci serve saperlo fino a un certo punto a mio avviso, o almeno per me funziona così, continuo ancora a interrogarmi e cercare risposte ogni volta che supero una certa soglia di consapevolezza interiore, almeno sul piano mentale.

Credo di essere arrivato alla radice della questione, e perdonatemi se in modo molto mentale, ma volevo arrivare anche all’intuizione che, me ne rallegro, c’è stata.

Una risposta tipica sarebbe che siamo diretti verso l’unità, e siccome abbiamo da imparare una lezione d’amore, aiutare gli altri con informazioni che a noi sono state utili nella nostra evoluzione interiore, a sua volta è un modo per manifestare quell’amore incondizionato e divino che stiamo tentando di imparare (sarebbe più corretto forse dire: tentando di ricordare). Sono d’accordo con questo punto di vista, ma mi pare ancora un pelino mentale, almeno per me, pure se parla di amore incondizionato.

L’altro giorno stavo facendo la mia (quasi) quotidiana passeggiata sul lungomare, e ad un certo punto pensando a tutto questo ho avuto uno di quei momenti di connessione, un’intuizione che penso mi abbia per un attimo dato un flash di un aspetto della realtà in modo abbastanza obiettivo. Poi saranno cose che avevo già letto nei libri, visto in un film (mi ha ricordato molto la scena del film “Valerian e la città dei mille pianeti”, quando vanno al mercato dove si mettono gli occhiali inter-dimensionali), non so, ma sul momento l’ho sentita proprio, questa sorta di immagine più o  meno metaforica.

E’ come se in questa particolare contingenza dello spazio tempo, nel tempo presente e in questa fase della nostra evoluzione, siamo in una situazione multidimensionale come di… avete presente un grande mercato arabo? Persone che vanno e vengono, un grande movimento, tutti in fibrillazione; nella metaforca, in fibrillazione per quel famoso salto nella nuova era che si è fatto. Ecco, questo scenario: e dove lo scambio e il tumulto riguarda le informazioni. Come se ci fosse un intrecciarsi delle dimensioni e tra l’una e l’altra un continuo via vai, dove la merce inestimabile che abbiamo sono queste informazioni sulla coscienza, sull’esistenza e sul nostro funzionamento e sulle dimensioni stesse. Ci sono mercanti che hanno viaggiato da lontano e portano informazioni preziose, e le trasmettono ad alcuni umani. Ci sono portatori di informazioni dalle antiche filosofie, religioni, così come da altri sistemi galattici, e da dimensioni della coscienza che raramente finora si erano intrecciate con le dimensioni accessibili a noi. Come se tutte queste dimensioni si siano sovrapposte in questo tempo-spazio, a formare questa sorta di mercato, e queste informazioni siano quindi una merce davvero preziosa.

Ovviamente parlo di tutto ciò che è autentico e risuona con una verità interiore. E così ci sono viaggiatori che arrivano da luoghi lontani, da tempi passati e futuri, e da dimensioni estremamente remote, che danno queste informazioni ad alcuni umani con un livello di evoluzione appropriato, affinchè essi le condividano con gli altri, creando nuovi e preziosi pacchetti informativi (è un metaforico mercato al di là dello spazio e del tempo, quindi direi che anche le informazioni delle antiche teorie spirituali e della conoscienza degli antenati, o di civiltà di altri mondi sono date in un unico Adesso).

Allo stesso tempo ci sono altri (e qui direi entro in gioco io, così come altri divulgatori, un po’ mi ci ritrovo, in questa immagine) che prendono qui e là dai vari stand di queste preziose informazioni, e trovando il proprio giusto mix di ciò che “per me funziona e dentro di me risuona”, le passano ad altri. E in questo grande mercato c’è bisogno del lavoro e della collaborazione di tutti, ogni ruolo è importante, anche chi apparentemente si limita a riportare e rielaborare ciò che è già stato riferito da altri, poiché ogni trasmettitore lo arricchisce della propria esperienza e interpreta l’informazione con il proprio sentire, pure se non porta alcuna informazione apparentemente inedita.

E’ stata un’immagine di intenso movimento, fibrillazione in senso positivo, parecchio multidimensionale, un grande via vai, un caos calmo e vibrante allo stesso tempo, un grande mercato di preziose informazioni sulla coscienza. Non mi ha portato una risposta mentale, definitiva, che probabilmente in realtà non mi serve. Però un rinnovato senso di realizzazione in questo ruolo che sembra almeno al momento appartenermi, quello si.

E niente, la sera prima di andare a letto continuo ancora, a volte, a pensare che sarò noioso, inutile, ridondante. Per alcuni poi lo sarò sul serio, ma almeno quando mi sveglio la mattina, so che per alcuni altri sarò un mercante portatore di informazioni preziose.

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