Le origini dello Yoga: un metodo nato da un’antica ricerca multidimensionale

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Nello yoga kundalini andiamo a sperimentare moltissime tecniche, mantra, meditazioni, posizioni. Ma se ci chiedessimo, da dove provengono effettivamente? Lo yoga si sviluppa in India in tempi estremamente remoti, la storia ufficiale parla di migliaia di anni fa, anche se i sostenitori dell’esistenza di antiche civiltà molto evolute risalenti a ben prima della preistoria (non documentabili in modo certo), parlano di un’origine molto più antica. Poi è vero che nel corso dei millenni sono state aggiunte delle tecniche, delle pratiche, dei metodi. Ma viene da chiedersi, come se le sono “inventate”? Personalmente sono sempre stato una persona curiosa, che cerca di capire praticamente ciò che sta facendo e come funziona sé stesso e il mondo. Considerando che al di là di credenze, teorie scientifiche rigide e arroccate su posizioni inamovibili, dogmi religiosi, superstizioni, insegnamenti mal compresi e mal tramandati di maestri che erano in realtà illuminati, nel mondo ci sono davvero diverse vie di auto evoluzione interiore/spirituale, viene da chiedersi perché mai funzioni una piuttosto che un’altra.

Una riflessione che mi sento di fare è che nessuno dovrebbe mai sentirsi in qualche modo costretto ad aderire interamente ad un unico punto di vista. La cosa migliore che si può fare, credo sia sperimentare ciò che ci risuona, ciò che per noi funziona. Se sentiamo che ad esempio lo yoga comprende una filosofia, delle tecniche, un pensiero e una spiritualità che ci risuona, che ci affascina, che tocca il nostro cuore, allora potrebbe essere adatto a noi utilizzarlo, almeno per un periodo di tempo. In ogni scuola di evoluzione interiore, dalle antiche vie di risveglio spirituale ai metodi di indagine e lavoro su di sé psicologici della scienza moderna, credo ci sia una grande fetta di verità. Ma obiettivamente la realtà in cui viviamo, ammesso che ci interessi pian piano arrivare a una più profonda comprensione di essa, è molto complessa.

Dal punto di vista di un singolo individuo, un essere umano di per sé è tempestato di informazioni, dalle più materialistiche a quelle più elevate e spirituali (provenienti a loro volta da molte fonti diverse), e si trova a chiedersi: ma se ognuno dice di sapere la “verità”, e alcune cose sono in contrasto fra loro, allora cosa è giusto e cosa sbagliato? La scienza tradizionale ci dice che siamo solo materia. La psicologia aggiunge al puzzle un’esistenza psichica, e ne analizza i più profondi meccanismi. Le scuole spirituali e le religioni danno spesso verità da assumere come integralmente vere per tutti, e spesso ci dicono che hanno in mano l’unica verità possibile. E se a noi risuonassero parti di verità provenienti dall’astrofisica, dalla psicologia, dallo yoga e dal buddismo, ad esempio?

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Il mio ragionamento parte dalle informazioni che ognuno ha a disposizione. Pensandoci bene è utilissimo che qualcuno prima di noi abbia detto tante cose, abbia cercato di comprendere la realtà, abbia dato tanti insegnamenti di tante scuole diverse sul pianeta, ma a conti fatti, dal punto di vista di un singolo che non può con la sola mente, per quanto evoluta, analizzare tutto il sapere dato, cosa può egli fare per non entrare in confusione? Se qualcosa funziona per uno ma non per un altro, o ancora se qualcosa funziona per noi stessi in un periodo e poi non ci risuona più particolarmente?

Forse la soluzione sta nella praticità. Sperimentare di volta in volta ciò che sembra funzionare. L’esperienza, insomma. E l’ascolto del proprio cuore. Partendo dal presupposto che la realtà in cui la nostra coscienza, la nostra “consapevolezza di esistere”, o anima che dir si voglia, fa la sua evoluzione, è infinitamente ricca di sfaccettature e soprattutto multidimensionale.

A tal proposito, tornando alla domanda iniziale, da dove provengono le tecniche dello yoga e perché funzionano? Intanto vediamo se funzionano per noi stessi e se ci risuonano. Sicuramente per molti funzionano e hanno funzionato per millenni. Provengono sicuramente dall’esperienza di dimensioni diverse della coscienza, e quindi da un’antica indagine che oggi chiameremmo “multidimensionale”. La nostra esistenza multidimensionale sembra essere un importante punto in comune a cui stanno giungendo tutte le teorie esistenti. Dalla dimensione materia, a quelle della “psiche”, per addentrarci poi nelle teorie della fisica che ipotizza l’esistenza di molte dimensioni che però non riesce a definire, fino al ricongiungimento con antiche e moderne scuole spirituali che spiegano in innumerevoli dettagli (non dimostrabili col metodo scientifico così come viene tradizionalmente inteso) l’esistenza e le sfaccettature di varie dimensioni dell’esistenza e della coscienza in cui ci muoviamo. In teoria gli antichi maestri illuminati, gli yogi del passato, facevano esattamente questo per giungere a comprendere dinamiche sottili del cosmo, e a mettere in pratica le tecniche dello yoga utili all’essere umano. Alleggerendoci un attimo da qualsiasi “romanticismo” o patina di leggenda su questi uomini vissuti millenni fa, evitando sempre di consegnare a chiunque (per quanto illuminato) l’unica copia della chiave della nostra evoluzione personale-spirituale (copia originale che, direi, deve sempre restare in mano a noi stessi), pensiamo questi yogi, o guru che li si voglia chiamare, come dei ricercatori. Si dice che immersi nella condizione del samadhi, illuminazione o connessione profonda con il tutto, avessero la comprensione di ogni cosa e potessero dare insegnamenti pratici (dello yoga) poi alle persone che chiedevano il loro aiuto.

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Poiché avevano compreso che l’evoluzione interiore dell’individuo passa attraverso la connessione tra corpo, mente e anima, e per interconnettere questi aspetti, corpo e mente devono in essere in buona salute (benessere psico-fisico), hanno iniziato a ricercare le tecniche adatte a ciò. Con lo sviluppo della vista interiore, che poi altro non è che l’accesso a informazioni non visibili fisicamente ma esistenti in altre dimensioni, vedevano il campo energetico delle persone, vedevano le dimensioni della loro psiche, le dimensioni chiamate astrali. Per indagare come elaborare una tecnica per esempio adatta al fegato, vedevano tutte le sfaccettature dell’organo fisico, le connessioni di energia, la relazione con la psiche e a sua volta le implicazioni con le altre parti del corpo, e di qui comprendevano intuitivamente che una tecnica di movimento corporeo, piuttosto che un mantra o un tipo di respirazione, avrebbe semplicemente funzionato per portare un equilibrio in quell’organo. Poi mettevano in pratica questa intuizione. E nella pratica funzionava. Stesso discorso per meditazioni che agivano per l’equilibrio della mente. E con l’esperienza poi, si resero conto che funzionava. Per anni e anni funzionava. Poiché andavano in dimensioni in cui il tempo lineare non esiste, si rendevano conto di implicazioni anche karmiche, di vite precedenti, e di li magari intuivano come una certa tecnica o meditazione funzionasse per sciogliere un nodo legato a precedenti esistenze. E poiché avevano trovato una via di accesso a questi stati di coscienza e di indagine multidimensionale, poi potevano tornare nello stato di coscienza adatto e verificare che, restando nell’esempio, a livello karmico fosse stato effettivamente sciolto quel nodo grazie alla tecnica di yoga utilizzata.

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Tutto ciò appunto partendo dal presupposto che corpo, mente e spirito sono collegati e agiscono come un sistema multidimensionale in cui ciò che avviene da una parte, si ripercuote dall’altra. Nei secoli, nei millenni, molti “studiosi” multidimensionali hanno fatto le loro ricerche e messo in pratica le tecniche, che poi sperimentate anche da altri “meno illuminati”, funzionavano.

Ricercatore dopo ricercatore (o maestro dopo maestro, o guru dopo guru che dir si voglia, se ci è utile mantenere un minimo di fascino romantico per queste persone, ben venga finchè, a mio avviso, non sfocia nel fanatismo o nella manipolazione), hanno apportato nuove tecniche, nuove comprensioni, nuovi mantra, nuove sequenze. Nei millenni poi tutte queste tecniche e conoscenze, furono ordinate nel sistema dello yoga. Di cui lo yoga kundalini è un sotto-sistema. Tutto qui. Una ricerca multidimensionale. A mio personale avviso, molto valida, anche se non l’unica, e molto universale nel senso che può essere facilmente applicata, e dà risultati a davvero molte persone, e anche qui direi, non per tutti, ma per le persone a cui risuona questa particolare scuola di evoluzione interiore e che “sentono” che queste tecniche sono efficaci per loro, in un dato momento o periodo della loro vita.

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