Karma: istruzioni per l’uso

7137313969_7ec3cb3db3_bSciogliere il karma significa vedere fuori di noi il cambiamento che abbiamo fatto dentro noi stessi.

La parola karma ormai è diventata di uso comune. Sento sempre più discorsi che tirano in ballo questo concetto, e spesso nella nostra cultura è usato in modi come “ah, mi hanno rubato la macchina, questo è il karma” oppure “sento che questa situazione o persona ha un karma negativo”. Queste esclamazioni in realtà hanno poco a che vedere con il concetto di karma, anche se vi si avvicinano prendendo in considerazione che esista una sorta di meccanismo, una dinamica insita nelle cose che ci accadono, un filo di collegamento invisibile nella nostra vita che ci presenta davanti situazioni o persone.

Facciamo una breve descrizione del karma, come visto in maniera tradizionale dalle antiche filosofie orientali. Intanto ogni filosofia orientale nasceva per descrivere un funzionamento della realtà fisica partendo dal presupposto che esiste una realtà NON fisica oltre il mondo visibile. Quindi non possiamo prescindere da questo nel parlarne. In soldoni secondo queste antiche filosofie esiste un meccanismo, una forza apparentemente non controllabile da noi, che fa muovere gli eventi che ci accadono e in generale diremmo, la nostra realtà; tutto ciò, con lo studio e l’osservazione, con la meditazione e il raggiungimento di stati non ordinari di coscienza, a loro parere era ben identificabile, quantificabile e definibile. Il karma è un aspetto del funzionamento di questi meccanismi. Non è il meccanismo per intero. In sé si tratta del meccanismo di causa-effetto: faccio qualcosa di buono, e mi torna indietro qualcosa di buono. Commettiamo una azione negativa, e si verificherà qualcosa di negativo nella nostra vita. Ovviamente si tratta di qualcosa di molto più complesso, ma già questo può dirci qualcosa. Anche nella nostra cultura spesso si ritiene che fare qualcosa di male agli altri “porti male”, e spesso questo viene affermato con una sfumatura di paura di una sorta di punizione divina. I più scettici riconducono questo alla superstizione, asserendo che “fortuna e sfortuna” non esistono. Le filosofie orientali fanno quadrare i conti inserendo la variabile delle vite precedenti, che riconducono eventi positivi o negativi presenti ad azioni commesse in vite precedenti, e allo stesso tempo quindi ci dicono che una azione commessa in questa vita potrebbe portare conseguenze in vite future.

Credo che comprendere cosa realmente sia il nostro karma, a prescindere dal punto di vista che adottiamo, sia una questione di esperienza. Per farlo naturalmente è necessario comunque uscire da uno schema di pensiero esclusivamente meccanicistico e materialista. Qualcosa dietro le quinte si muove, che siamo noi stessi o una forza quantistica o un’energia divina, o forse tutte queste cose allo stesso tempo, è osservabile da chiunque. Il problema della questione, è che dall’esterno non è certificabile. Questo perché ci sono troppe variabili interiori che entrano in gioco: i nostri pensieri, le nostre intenzioni, le nostre emozioni, l’atteggiamento con cui agiamo e solo in fine, la nostra azione.

karma_0Al di là del concetto tradizionale di karma, che effettivamente può dare l’impressione che ci sia una specie di giudizio, una punizione o premio per azioni commesse in passato, un modo più costruttivo di vedere la questione, è quello di considerare questo meccanismo cosmico invisibile, come una serie di lezioni da imparare nella vita. Ecco questo punto di vista può anche lasciar da parte le vite precedenti. In realtà partire dal presupposto che siamo un’anima immortale che fa molte esperienze di vita sulla terra (e non solo…), può dare un quadro più completo. Ma in realtà se pensiamo al tempo dell’esistenza della nostra essenza come “eterno”, quindi con tempo infinito sia in avanti nel futuro, che infinito nel passato, da sempre esistenti (forse questo passaggio è ancora più difficile per una mente umana, l’idea del “senza un inizio”), anche l’essere “perseguitati” dal karma di vite passate non fornisce un quadro completo… e prima di queste vite come esseri fisici quale karma c’era? Per cui senza sconfinare nei concetti di infinità, possiamo anche limitarci ad osservare la nostra vita e il presente.

Parliamo delle situazioni ricorrenti. A tutti capita che certe situazioni nella nostra vita si ripresentino a cadenze temporali. Molte persone si reputano sfortunate. Molti ricadono sempre nello stesso tipo di relazione che non porta a nulla. Altri continuano a trovarsi davanti amori non corrisposti. Alcuni ciclicamente dei problemi finanziari. Capire che esiste un karma, ma che esiste anche una lezione da imparare, un insegnamento di saggezza dietro ciò che ci accade, anche se ci sembra solo sfortuna, è davvero la chiave per il cambiamento. Partendo dal presupposto che la vita è per noi una maestra, molte questioni sono per lo meno alleggerite. Non sto dicendo che poi imparare profondamente la lezione sia facile, a volte ci vuole una vita intera, ma capire che c’è qualcosa dietro, che come sempre abbiamo noi il potere di far cambiare le cose, porta luce anche sulle maggiori difficoltà che la vita può riservarci. Ma come sempre il nostro potere personale, comporta prenderci completamente la responsabilità di ciò che ci accade. In primo luogo comprendere che tutto ciò che ci accade è per la nostra evoluzione, per il nostro apprendimento, per il nostro progresso interiore, e che a un certo livello profondo non certo conscio, lo abbiamo voluto noi per poter fare un progresso e avere un apprendimento. E in secondo luogo, la nostra responsabilità è come al solito comprendere noi stessi.

Il karma, la lezione da imparare, esiste anche su livelli e dimensioni diverse dalla nostra e si articola in modi per noi non comprensibili a livello mentale. Ma sul piano della nostra esistenza, noi possiamo davvero fare qualcosa: iniziare a vedere la nostra vita e ciò che ci accade come un insegnamento, e come un messaggio, un indizio sulle lezioni che ci troviamo a “voler apprendere”. Quindi anche un indizio su quali aspetti interiori di noi stessi possiamo lavorare. Mi viene in mente l’esempio di quello a cui capitano circostanze che lo fanno sempre arrabbiare, poi magari lui medita e cerca di calmare la mente, è bravissimo ecc, ma tutto ciò sembra solo far succedere più pasticci e situazioni fastidiose: stiamo pur certi che nella sua vita o nel suo passato c’è qualcosa che veramente lo fa o lo ha fatto arrabbiare tanto ma che o non riesce a vedere o ad elaborare. Quale lezione ci sarà dietro a circostanze simili? Forse capire qualcosa del proprio passato? Forse imparare ad agire, invece che reagire alle situazioni difficili o ingiuste? Solo la persona diretta interessata può capirlo. Ecco, poi ci sono molti modi e percorsi interiori validi per elaborare la rabbia, restando a questo esempio. E la vita nella sua saggezza, il karma o chiamatelo come vi pare, insiste nel metterci davanti agli occhi il punto, ci dice “ehi non tergiversare, non ti distrarre troppo. Lo sai no? Il punto è questo qui, sei arrabbiato”. E puff! Ancora un evento, giudicato sfortunato, in linea con il tema di vita su cui, più o meno consciamente, stiamo lavorando. lo stesso si potrebbe dire per chi tende a “farsi rubare energia”. Appare sempre qualcuno che ci vuole sfruttare? Subiamo dei furti? Bene, chiediamoci sempre: cosa rappresenta? Cosa rappresenta per noi questo piccolo evento ricorrente? C’è una situazione o una o più persone che con il loro legame o atteggiamento ci rubano la nostra energia? Cosa c’è di strutturale nella nostra vita che “si aggancia” energeticamente alle piccole situazioni, tanto che la nostra quotidianità gli fa da specchio con gli eventi che ci capitano? Il passo successivo, è la ricerca della soluzione interiore, che c’è sempre, ed è più facile da trovare di quel che si crede, una volta compreso quale sia energeticamente il punto. Il bello è che la lezione la impareremo comunque, sta a noi scegliere se affrontare la situazione con la voglia di migliorarci, di capirci e di lavorare su noi stessi, o attendere che sia la ripetizione delle circostanze per una vita intera, alla fine, a farci capire ed evolvere.

Se ci pensiamo bene è un meccanismo che va solo a nostro vantaggio e per il nostro massimo bene ed evoluzione personale. Perché una volta compreso il punto, una volta che avremo fatto il lavoro su noi stessi collegato, una volta sciolto il “nodo” karmico, la situazione stiamo pur certi non si presenterà più, oppure semplicemente non ci sarà di alcun intralcio ne fastidio. E avremo fatto il vero cambiamento.

Pronti per la lezione di vita successiva, ma stavolta con consapevolezza e, quindi, con più leggerezza e gioia.

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