Essere già lì

Penso a volte a come ci possa sentire ad essere già li. Oltre. Al di là di quella soglia che ognuno cerca di raggiungere, e superare, per una vita intera. Anche chi fa un percorso interiore, così come chi non lo fa, è sempre alla ricerca di qualcosa, del raggiungimento anche solo di quella evoluzione dell’anima, della psiche, delle emozioni. Quelli “spirituali” poi, dal punto di vista umano, sono spesso i più problematici. Troverò mai la stabilità finanziaria? Inizierò una relazione stabile e appagante? Avrò mai una casa mia? Riuscirò a fare tutto questo e rimanere sul cammino?

Arriverò ad un punto in cui non dovrò più preoccuparmi delle cose quotidiane? Quel famoso punto in cui l’abbondanza sarà pienamente manifesta in ogni ambito della vita, in quelle cose che la parte umana ritiene, se non necessarie, almeno molto desiderabili?

Ultimamente sto leggendo Saint Germain. Lui dice che un Maestro ordina all’energia di muoversi e si diverte nel giocare con lei. Si diverte a giocare al creatore consapevole.

Mi chiedo però come ci si sente almeno vicino a quella condizione? Come ci si sente a percorrere il proprio cammino spirituale senza sentirsi carente in alcun aspetto della propria parte umana?

Credo che immaginare la sensazione faccia bene. Molti dicono che il trucco sia proprio quello: sentire come sarà. Sentire come sarà quando potremo muoverci su basi più solide. Respirare l’abbondanza in tutte le cose. Non visualizzarlo, non pensarlo, non programmarne i dettagli. Solo sentirlo. Chissà, forse non arriva quasi per nessuno un punto in cui ogni aspetto della parte umana è pienamente soddisfatto. Ma a volte immagino come ci si senta, e tutto sommato immagino che non avendo più la preoccupazione e l’attenzione, almeno in parte, focalizzata sulle preoccupazioni di base umane, si aprano nuovi orizzonti dal punto di vista spirituale.

Parlo ora per la mia esperienza: per tutta la durata del mio percorso di umano spiritualmente un minimo consapevole, da quando ho iniziato a leggere, a meditare, a fare esperienza della parte spirituale, ci sono sempre stati problemi molto umani, molto legati alla sopravvivenza e alle cose base, alle relazioni, alla casa, e altro. Non sto supponendo che arrivi un punto in cui non si hanno più problemi. Quelli che insegnano l’ascensione, Saint Germain per primo, dicono dalla loro esperienza di ex-umani ascesi, che i problemi ci sono comunque ma cambia come vi si approccia. Io non sto viaggiando fino ad immaginare l’illuminazione, adesso, ma solo fino al punto in cui le preoccupazioni di base vengono meno. Ecco, quel punto in cui, diremmo, la parte relazionale, sentimentale, economica e abitativa della vita è in equilibrio. Poi chissà magari non avviene mai, ma secondo me un punto in cui almeno un po’ di cose in ognuno di questi ambiti c’è, si può raggiungere, non è chiedere la perfezione, ma solo una bella distensione, fosse anche momentanea, dalle preoccupazioni maggiori.

Credo che andare in quel punto col cuore, faccia bene non solo all’immaginazione della parte umana, ma anche all’anima. Immaginare come dev’essere focalizzarsi per lo più su nuovi orizzonti spirituali. In fondo sembra che sia il luogo verso cui si dirige l’umanità nelle prossime generazioni. Kryon parla di risolvere i problemi energetici del pianeta, i problemi ecologici, la fine delle guerre e della fame. Quindi se è auspicabile a livello globale, perchè non dovrebbe esserlo a livello individuale? Non sto dicendo che è auspicabile non avere più sfide. Sarebbe un contro senso.

Ma avere nuove sfide? Usare la gran parte della propria energia non più per sopravvivere, ma per risolvere nuove sfide che so… di co creazione con altri umani… di messa a punto di modi sempre nuovi per collaborare e relazionarsi meglio… a livello globale per trovare nuove invenzioni magari, che migliorino la vita dell’umanità senza stimolare l’avidità di pochi.

Per un attimo ho provato a immaginare, a sentire come ci si sente a poter rivolgere molto più spesso il proprio cuore verso qualcosa di più elevato, senza troppi impicci quotidiani. Non so bene cosa mi è sembrato, ma era bello. E’ dove siamo diretti come umanità, e non vuol dire che non ci siano sfide laggiù. Ci sono sfide psicologiche. Non si smette mai di esplorare se stessi, di scoprire chi si è. E se in quel punto però ci fossero ad esempio più energie per fare esperienze dei nuovi poteri umani?

Quali sfide si affacciano all’orizzonte di un umano pienamente centrato e realizzato? Io non lo sono, pienamente. Ne lo sono mai stato, che io ricordi. Ma pare sia la direzione in cui tutti siamo rivolti. Ci arriveremo. Così come arriveremo alla piena illuminazione. Come sarà essere una razza evoluta al pari dei pleiadiani, come sarà esserlo tutti, e non solo un gruppo che riverisce un singolo maestro che ci è riuscito? Come sarà l’esperienza dell’ascensione di un gruppo?

Sto correndo veloce con la fantasia. Oggi è un pomeriggio di inizio anno pieno di immaginazione. A proposito, auguri.

Non mi ero mai soffermato davvero a pensare, a immaginare, a sentire queste cose. Le so, molti le sanno, ma raramente forse ci si ferma a provare a sentirle come se fossero veramente un potenziale, come se veramente fossero alla nostra portata. Del resto molti lo dicono, il segreto per manifestare ciò che vuoi, è iniziare a sentire come si sta lì. Io ho provato a sentire come si sta, e come ci si rapporta al proprio percorso spirituale li, quando per una vita il proprio percorso è stato concatenato con problematiche molto umane e quotidiane. Si proverà forse un po’ di nostalgia? Nostalgia per quando ancora sostentarsi dava pensieri? Una cosa è certa: è un’esperienza davvero fatta e ri fatta in tante vite, questa della sopravvivenza, questa del pensare a racimolare, che sia denaro, un rifugio, legna con cui riscaldarsi… racimolare affetto… racimolare soddisfazioni… racimolare consapevolezza, giusto qualche briciola concessa dal sacerdote, dal guru, dal prete…

Credo che iniziare a sentire come si sta dall’altra parte faccia bene. Credo faccia bene anche andare oltre, sentire come si starà quando manifesteremo l’ascensione, l’illuminazione, la santità o come la si voglia chiamare. Sentire come sarà manifestare la nuova terra. Sentire come sarà “tornare a casa” nel corso di una vita umana. Che poi ci siamo già, a casa. Si tratta allora “di immaginare” di sentire qualcosa che in realtà, oltre i filtri della personalità e dell’identità umana, è già presente.

Buon 2018 a tutti voi

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