Accogliere l’esperienza

cuore

Affidarsi appieno all’esperienza della vita che stiamo vivendo è forse il più profondo ed efficace atto di guarigione, spirituale e anche fisiologica, che possiamo fare. Non è facile e spesso ci vogliono lunghi percorsi su di sé, lunghe meditazioni, periodi di isolamento e riflessione ma… tutto questo ci serve in realtà solo per lasciar andare la paura e le resistenze. Spesso quando per la prima volta si sente parlare di lasciar andare le resistenze, ci si spaventa. Non stiamo parlando di arrendersi a circostanze apparentemente fuori dal nostro controllo. Non di subire comportamenti dannosi altrui. Sul piano del comportamento, abbiamo ogni diritto di opporci alle situazioni di violenza, di arroganza o di prepotenza. Giochiamoci le nostre carte. Anche contro la malattia: fare il possibile sul piano materiale, e anche con buona determinazione, affinchè le circostanze siano a nostro favore, è la base per attrarre circostanze maggiormente favorevoli e piacevoli.

Però poi, a livello interiore, l’accettazione dell’esperienza del presente, e l’affidarsi alla vita e al flusso di eventi ed emozioni che stiamo vivendo, è davvero un atteggiamento interiore che ci porta alla maggiore crescita e anche alla più rapida risoluzione di situazioni sgradevoli. Non fosse altro che per il fatto che quando interiormente facciamo il passo di “accettare”, di dire “si accetto e accolgo questa esperienza che a livello profondo io stesso ho scelto”, a quel punto le ragioni profonde di uno squilibrio nella nostra energia, e quindi nei meccanismi che hanno creato a partire da noi stessi quella esperienza difficile, vengono meno. E quando questo avviene, molliamo ogni resistenza, ogni insofferenza, facciamo pace con le circostanze, e siamo sulla buona strada affinchè le circostanze stesse che prima ci apparivano insopportabili, cambino. Questo ripeto, non significa andare dal boia a consegnare la scure per l’esecuzione. Non significa dare affetto a tutti i costi a chi si dimostra violento nei nostri confronti.  Né subire passivamente i meccanismi di sistemi relazionali dannosi o tossici.

L’accettazione è quando ci mettiamo di fronte allo specchio, nella profondità del cuore, in una dimensione della coscienza profonda ma che in realtà tutti prima o poi proviamo. E in quella dimensione accettare e accogliere appieno la nostra vita e il presente, osservandone la sacralità. Il presente e le circostanze sono sacre, e pazienza se ce ne accorgeremmo successivamente: ogni volta ci avviciniamo al traguardo di vivere appieno il presente. Ma quando per un istante riusciremo a “stare” nelle circostanze presenti, a comprenderne la magia, a essere devoti alle circostanze che noi stessi creiamo in quanto creatori della nostra realtà, allora diveniamo fluidi e possiamo scorrere insieme alla vita. Poi abbiamo ogni diritto di agire affinchè l’abbondanza e il cambiamento pervadano la nostra vita, ma quel momento interiore, quel respiro profondo che assimila il presente per quello che è, qualsiasi cosa ci sia, quel sentire del cuore in cui abbracciamo l’emozione che ci pervade, anche se fosse solo molto dolore, quello è il momento sacro da cui parte tutto. Se vogliamo cambiare il nostro futuro, accettiamo di vivere il presente. Se il presente non ci piace, lo possiamo accogliere come il dono del grande Sé al sé, senza piegare la testa, senza essere passivi, no quello assolutamente, stiamo parlando solo di atteggiamento interiore, di scintilla nel cuore e del caldo abbraccio del nostro divino interiore alle circostanze umane che spesso ci terrorizzano. Se potessimo essere veramente grati a ciò che non ci piace, di noi stessi o della nostra vita, allora il disagio non avrebbe veramente senso di esistere. Non possiamo certo cambiare atteggiamento radicalmente da un momento all’altro, ma collezionare istanti, quello si. Collezionare istanti in cui abbiamo accolto ogni cosa, momenti di Amore incondizionato per se stessi. Ok, poi magari ricadremo nella feroce opposizione a ciò che non ci piace, succederà, ma va bene così. Resisteremo violentemente alla situazione che proprio non ci va giù, ci appelleremo all’ingiustizia divina. Accadrà ancora. Ma collezionando un istante di accettazione qui, un momento di gratitudine là, in questa o quella circostanza avversa, getteremo comunque il seme del cambiamento e della vera guarigione interiore. Del resto stiamo parlando di accogliere il presente. Questo ha senso farlo nell’istante presente. E’ questo che conta. E col tempo avremo sempre più istanti passati e futuri di accettazione del presente, riuscendo ad accettare ogni cosa dentro di noi, mantenendo nel frattempo un atteggiamento attivo e propositivo nella vita quotidiana.

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